lunedì 25 ottobre 2010

I Proverbi - Sesto appuntamento

 Torna l'appuntamento settimanale con i Proverbi biblici, così antichi, ma allo stesso tempo incredibilmente attuali!

1Figlio mio, se hai garantito per il tuo prossimo,
se hai dato la tua mano per un estraneo,
2se ti sei legato con le parole delle tue labbra
e ti sei lasciato prendere dalle parole della tua bocca,
3figlio mio, fa' così per liberartene:
poiché sei caduto nelle mani del tuo prossimo,
va', gèttati ai suoi piedi, importuna il tuo prossimo;
4non concedere sonno ai tuoi occhi
né riposo alle tue palpebre,
5lìberatene come la gazzella dal laccio,
come un uccello dalle mani del cacciatore.

6Va' dalla formica, o pigro,
guarda le sue abitudini e diventa saggio.
7Essa non ha né capo,
né sorvegliante, né padrone,
8eppure d'estate si provvede il vitto,
al tempo della mietitura accumula il cibo.
9Fino a quando, pigro, te ne starai a dormire?
Quando ti scuoterai dal sonno?
10Un po' dormire, un po' sonnecchiare,
un po' incrociare le braccia per riposare
11e intanto giunge a te la miseria, come un vagabondo,
e l'indigenza, come un mendicante.

12Il perverso, uomo iniquo,
va con la bocca distorta,
13ammicca con gli occhi, stropiccia i piedi
e fa cenni con le dita.
14Cova propositi malvagi nel cuore,
in ogni tempo suscita liti.
15Per questo improvvisa verrà la sua rovina,
in un attimo crollerà senza rimedio.

16Sei cose odia il Signore,
anzi sette gli sono in abominio:
17occhi alteri, lingua bugiarda,
mani che versano sangue innocente,
18cuore che trama iniqui progetti,
piedi che corrono rapidi verso il male,
19falso testimone che diffonde menzogne
e chi provoca litigi tra fratelli.

20Figlio mio, osserva il comando di tuo padre,
non disprezzare l'insegnamento di tua madre.
21Fissali sempre nel tuo cuore,
appendili al collo.
22Quando cammini ti guideranno,
quando riposi veglieranno su di te,
quando ti desti ti parleranno;
23poiché il comando è una lampada e l'insegnamento una luce
e un sentiero di vita le correzioni della disciplina,
24per preservarti dalla donna altrui,
dalle lusinghe di una straniera.
25Non desiderare in cuor tuo la sua bellezza;
non lasciarti adescare dai suoi sguardi,
26perché, se la prostituta cerca un pezzo di pane,
la maritata mira a una vita preziosa.
27Si può portare il fuoco sul petto
senza bruciarsi le vesti
28o camminare sulla brace
senza scottarsi i piedi?
29Così chi si accosta alla donna altrui,
chi la tocca, non resterà impunito.
30Non si disapprova un ladro, se ruba
per soddisfare l'appetito quando ha fame;
31eppure, se è preso, dovrà restituire sette volte,
consegnare tutti i beni della sua casa.
32Ma l'adultero è privo di senno;
solo chi vuole rovinare se stesso agisce così.
33Incontrerà percosse e disonore,
la sua vergogna non sarà cancellata,
34poiché la gelosia accende lo sdegno del marito,
che non avrà pietà nel giorno della vendetta;
35non vorrà accettare alcun compenso,
rifiuterà ogni dono, anche se grande.


COMMENTO

I proverbi di oggi sono consigli preziosi che dovrebbero guidare la vita di ogni uomo. Tra tutti, spiccano alcuni consigli importantissimi per abbandonare l'ozio, per imparare ciò che è in abominio al Signore (e che quindi dovrebbe essere evitato), per non essere perversi e per non desiderare la donna d'altri, esattamente come è scritto nei Comandamenti.

Innanzitutto, ci viene detto di prendere esempio dalle formiche: chi può negare la realtà operaia di questi insetti che sembrano sempre in movimento, vagano apparentemente senza meta, eppure loro hanno una meta e cioè quella di tornare al loro piccolo rifugio con il cibo per l'inverno. Sono insetti molto operosi che non aspettano certo che qualcuno porti loro da mangiare: si prendono cura di loro stessi e vivono lavorando. Ecco, noi dovremmo prendere esempio da loro per sconfiggere quella pigrizia che a volte si insinua nel nostro cuore. Molte volte, infatti, lavorare ci sembra una condanna ed una fatica sporporzionata e lo stesso vale per ogni cosa che facciamo come ad esempio andare in Chiesa la Domenica per assistere alla Santa Messa. A questo proposito, quanti affermano di non andare in Chiesa per pigrizia? Poichè la Domenica è l'unico giorno di riposo vero, si preferisce il letto. Ma non è questa una forma di pigrizia, tra l'altro aggravata dal fatto che non si considera Dio nel Suo Giorno?

Ecco poi le sette cose che sono in abominio al Signore e che dovremmo guardarci dall'essere o dal compiere: occhi alteri e quindi il superbo, lingua bugiarda e cioè l'uomo che usa la sua bocca per pronunciare il falso a scapito della verità, mani che versano sangue innocente e quindi coloro che pensano di avere potere sulla vita altrui, uccidendo e calpestando il prossimo, cuore che trama iniqui progetti e quindi coloro che vivono progettando il male senza tener conto degli altri e senza tener conto della Legge di Dio, piedi che corrono rapidi verso il male e cioè coloro che scelgono la via semplice che però conduce alla perdizione, falso testimone che diffonde menzogne e quindi colui che calunnia il prossimo (e oggi ce ne sono a iosa poiché attira l'interesse del proprio interlocutore) e chi provoca litigi tra fratelli e cioè, in poche parole, colui che semina zizzania. Dunque guardiamoci dall'essere superbi, bugiardi, omicidi e giudici condannanti, falsi e calunniatori, immorali e divisori. Per essere invece apprezzati da Dio dobbiamo essere il contrario di tutto ciò e cioè essere veritieri, misericordiosi, amorevoli, seminatori di pace e operatori di giustizia. Chi cerca queste cose, allora troverà Dio, ma chi percorre la via sbagliata incapperà nella Sua giusta ira.
 E tra le cose in abominio al Signore vi è certamente il perverso, colui il quale cova propositi malvagi nel cuore ,in ogni tempo suscita liti. Un cuore perverso è per definizione lontano da Dio e chiuso all'amore. 

Per ultimo, ma non per importanza, vi è il richiamo, contenuto nei Dieci Comandamenti, di non desiderare la donna altrui. Già ,perchè chi scherza con il fuoco, prima o poi si brucia. Il solo desiderio si può trasformare in ossessione e può condurre a compiere cose insane, fuori di senno, a scapito soprattutto del marito di quella donna. Mutatis Mutandis lo stesso vale ovviamente per le donne: anche esse devono guardarsi dal desiderare gli uomini altrui poiché viene posto in essere lo stesso peccato e cioè l'adulterio, oggi non più riprovato dagli uomini come una volta, ma estremamente grave dinanzi a Dio.  Si può portare il fuoco sul petto senza bruciarsi le vesti? E' impossibile: così è colui che commette adulterio lasciando prendere il sopravvento alla lussuria. Di lui resterà la vergogna e non resterà impunito. Dunque guardiamoci dal desiderare chi non ci appartiene perchè già unito ad un altro uomo od ad un'altra donna poiché, chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore (Mt 5, 27-28).

 

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