lunedì 31 gennaio 2011

I Proverbi - Ventesimo appuntamento

Continuiamo il nostro itinerario del lunedì con il Libro dei Proverbi, leggendo e meditando il ventesimo capitolo:

20

1Il vino è rissoso, il liquore è tumultuoso;
chiunque se ne inebria non è saggio.
2La collera del re è simile al ruggito del leone;
chiunque lo eccita rischia la vita.
3È una gloria per l'uomo astenersi dalle contese,
attaccar briga è proprio degli stolti.
4Il pigro non ara d'autunno,
e alla mietitura cerca, ma non trova nulla.
5Come acque profonde sono i consigli nel cuore umano,
l'uomo accorto le sa attingere.
6Molti si proclamano gente per bene,
ma una persona fidata chi la trova?
7Il giusto si regola secondo la sua integrità;
beati i figli che lascia dietro di sé!
8Il re che siede in tribunale
dissipa ogni male con il suo sguardo.
9Chi può dire: "Ho purificato il cuore,
sono mondo dal mio peccato?".
10Doppio peso e doppia misura
sono due cose in abominio al Signore.
11Già con i suoi giochi il fanciullo dimostra
se le sue azioni saranno pure e rette.
12L'orecchio che ascolta e l'occhio che vede:
l'uno e l'altro ha fatto il Signore.
13Non amare il sonno per non diventare povero,
tieni gli occhi aperti e avrai pane a sazietà.
14"Robaccia, robaccia" dice chi compra:
ma mentre se ne va, allora se ne vanta.
15C'è oro e ci sono molte perle,
ma la cosa più preziosa sono le labbra istruite.
16Prendigli il vestito perché si è fatto garante per un altro
e tienilo in pegno per gli estranei.
17È piacevole all'uomo il pane procurato con frode,
ma poi la sua bocca sarà piena di granelli di sabbia.
18Pondera bene i tuoi disegni, consigliandoti,
e fa' la guerra con molta riflessione.
19Chi va in giro sparlando rivela un segreto,
non associarti a chi ha sempre aperte le labbra.
20Chi maledice il padre e la madre
vedrà spegnersi la sua lucerna nel cuore delle tenebre.
21I guadagni accumulati in fretta da principio
non saranno benedetti alla fine.
22Non dire: "Voglio ricambiare il male",
confida nel Signore ed egli ti libererà.
23Il doppio peso è in abominio al Signore
e le bilance false non sono un bene.
24Dal Signore sono diretti i passi dell'uomo
e come può l'uomo comprender la propria via?
25È un laccio per l'uomo esclamare subito: "Sacro!"
e riflettere solo dopo aver fatto il voto.
26Un re saggio passa al vaglio i malvagi
e ritorna su di loro con la ruota.
27Lo spirito dell'uomo è una fiaccola del Signore
che scruta tutti i segreti recessi del cuore.
28Bontà e fedeltà vegliano sul re,
sulla bontà è basato il suo trono.
29Vanto dei giovani è la loro forza,
ornamento dei vecchi è la canizie.
30Le ferite sanguinanti spurgano il male,
le percosse purificano i recessi del cuore.


COMMENTO

La doppia misura è in abominio al Signore; l'ipocrisia, il "doppiogiochismo" è una cosa non gradita da Dio, soprattutto quando ci si professa buon cristiani davanti agli altri e poi dietro si pratica una condotta non conforme ai precetti del Signore. Ancora una volta leggiamo consigli per una buona condotta, come ad esempio quello di non lasciarsi prendere dalla pigrizia o anche il non seguire chi ha sempre da criticare qualcosa nei fratelli. Ancora una volta leggiamo l'esortazione a non trasgredire il quarto comandamento: "Onora tuo padre e tua madre". Perché è tanto importante questo comandamento? Ci sono tante risposte da dare a questa domanda. Giovanni Paolo II definiva la famiglia "Chiesa domestica". Chi ama il padre e la madre certamente crescerà nell'amore e nell'istruzione e sarà saggio. Inoltre la famiglia è immagine della Trinità: il padre, la madre e il figlio (o i figli) sono chiamati a scambiarsi l'amore, come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Una persona moralmente arriva facilmente a comprendere che è giusto onorare i propri genitori: essi ci hanno concepito, hanno trascorso notti insonni nei nostri primi mesi di vita, hanno lavorato duramente per farci crescere, ma nonostante ciò lo hanno fatto con gioia, per amor nostro. I genitori ci hanno amato prima ancora di concepirci, così come Dio ci ha amati prima ancora che ci creasse. Particolarmente nei genitori si identifica il Signore, Lui che è Padre in eterno, tanto che da aver comandato di onorare il padre e la madre. Pensiamo a Dio Figlio, quando assunse natura umana e divenne simile a noi: ha avuto dei genitori terreni e li ha amati e onorati.

Verso la fine di questo capitolo de I Proverbi, leggiamo una frase molto bella e intensa, nello specifico nel versetto 27. Il Signore conosce tutto di noi, anche quei pensieri che noi riteniamo segreti e inaccessibili. Dobbiamo sempre considerare questo, dobbiamo ricordarci di essere sempre al cospetto di Dio, soprattutto quando siamo in procinto di cadere in peccato, tanto da vergognarci delle nostre azioni, evitando di trasgredire le leggi del Signore.

Concludiamo meditando il versetto finale: La sofferenza purifica e santifica soprattutto quando è offerta a Dio. Gesù è venuto a farci conoscere la verità: quello che un tempo era considerato maledizione, oggi invece sappiamo che è strumento di redenzione; così come la croce che da strumento di morte è diventato strumento di vita eterna. La sofferenza dunque è occasione di santificazione e benediciamo il Signore ogni qual volta soffriamo perché ci ha donato uno strumento di espiazione.

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