sabato 16 aprile 2011

Il Sabato dei Salmi - Salmo 50 (49) - Per il culto in spirito

Salmo 50   

Per il culto in spirito 
[1]Salmo. Di Asaf. 

Parla il Signore, Dio degli dei,
convoca la terra da oriente a occidente.
[2]Da Sion, splendore di bellezza,
Dio rifulge.
[3]Viene il nostro Dio e non sta in silenzio;
davanti a lui un fuoco divorante,
intorno a lui si scatena la tempesta. 

[4]Convoca il cielo dall'alto
e la terra al giudizio del suo popolo:
[5]«Davanti a me riunite i miei fedeli,
che hanno sancito con me l'alleanza
offrendo un sacrificio».
[6]Il cielo annunzi la sua giustizia,
Dio è il giudice. 

[7]«Ascolta, popolo mio, voglio parlare,
testimonierò contro di te, Israele:
Io sono Dio, il tuo Dio.
[8]Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici;
i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti.
[9]Non prenderò giovenchi dalla tua casa,
né capri dai tuoi recinti. 

[10]Sono mie tutte le bestie della foresta,
animali a migliaia sui monti.
[11]Conosco tutti gli uccelli del cielo,
è mio ciò che si muove nella campagna.
[12]Se avessi fame, a te non lo direi:
mio è il mondo e quanto contiene. 

[13]Mangerò forse la carne dei tori,
berrò forse il sangue dei capri?
[14]Offri a Dio un sacrificio di lode
e sciogli all'Altissimo i tuoi voti;
[15]invocami nel giorno della sventura:
ti salverò e tu mi darai gloria». 

[16]All'empio dice Dio:
«Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
[17]tu che detesti la disciplina
e le mie parole te le getti alle spalle? 

[18]Se vedi un ladro, corri con lui;
e degli adùlteri ti fai compagno.
[19]Abbandoni la tua bocca al male
e la tua lingua ordisce inganni. 

[20]Ti siedi, parli contro il tuo fratello,
getti fango contro il figlio di tua madre.
[21]Hai fatto questo e dovrei tacere?
forse credevi ch'io fossi come te!
Ti rimprovero: ti pongo innanzi i tuoi peccati». 

[22]Capite questo voi che dimenticate Dio,
perché non mi adiri e nessuno vi salvi.
[23]Chi offre il sacrificio di lode, questi mi onora,
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio.


COMMENTO

La terra e tutto quanto contiene è di Dio, e in certo modo il Signore viene a dircelo nel Salmo di oggi, facendoci intendere che niente è di nostra proprietà. Poiché tutto è Suo, ci dice: "Se avessi fame, a te non lo direi" per farci intendere che tutto è Suo, che noi non dobbiamo autoproclamarci proprietari di cose che non sono nostre. L'uomo ha la cattiva abitudine di trattenere per sé le cose che spettano a tutti. I frutti della terra il Signore li ha dati perché tutti si sfamassero, non perché alcuni si riempissero la pancia fino ad esplodere, mentre altri per causa dell'egoismo di alcuni, patiscono la fame. Debbano far riflettere le parole del Salmo, soprattutto quando ci troviamo dinnanzi a situazioni nelle quali l'uomo ha la tentazione di proclamare suo ciò che in realtà è di Dio. Gesù moltiplicò i pani nel deserto per far saziare tutti, non per trattenere per sé o favorire solo quanti gli erano vicini. Le contese che nascono sulla terra per i territori, sono il segno che l'uomo ha dimenticato che nulla gli appartiene. La terra è di tutti e di nessuno; tutti ne possono beneficiare, ma nessuno può appropriarsene. Oh se seguissimo la politica di Dio, si sfamerebbero tutte le bocche della terra.

Spostandoci sulla parte conclusiva del Salmo, il Signore rimprovera l'empio. Lo rimprovera più che altro perché l'empio si ravveda, infatti dice: Capite questo [...] perché non mi adiri, per dirci che dobbiamo capire quando sbagliamo, perché ci ravvediamo e Lui non abbia un giorno a condannarci per le nostre colpe. Il sacrificio di lode è gradito al Signore, e allora pratichiamolo e camminiamo sulla retta via che ci ha indicato con la Sua Legge prima per mezzo di Mosè e con la Sua Grazia poi in Cristo Gesù.


Cogliamo l'esortazione contenuta nella lettera agli Ebrei: Per mezzo di lui dunque offriamo continuamente un sacrificio di lode a Dio, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome.

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